Omicidio stradale e danno da perdita parentale
Uno degli aspetti più delicati che un avvocato deve gestire in caso di incidente mortale è il danno subìto dai prossimi congiunti. Perdere una persona cara in maniera improvvisa e traumatica comporta conseguenze profonde sul piano personale.
Tali ripercussioni si concretizzano non solo nel dolore del lutto, ma nella perdita di un sistema di vita equilibrato, che si fonda sulla condivisione affettiva quotidiana tra familiari e tra chi aveva costruito nel tempo un rapporto profondo e duraturo con la vittima.
Questo tipo di danno viene comunemente definito danno da perdita parentale.
Tra i soggetti che hanno diritto ad essere risarciti vi sono innanzitutto i parenti della vittima:
- Padre
- Madre
- Figli
- Fratelli e Sorelle
- Nonni
- Nipoti
Hanno poi diritto al risarcimento tutti quei soggetti che hanno avuto un legame stabile e profondo con la vittima. Legame che dovrà risultare esser stato caratterizzato da una duratura e significativa comunanza di vita e affetti.
Ne consegue che saranno legittimati a richiedere il risarcimento del danno parentale anche il compagno o la compagna del soggetto deceduto e ciò a prescindere dalla sussistenza di uno stabile rapporto di coabitazione.
Ma come si calcola il danno da perdita parentale?
Normalmente i Tribunali utilizzano Tabelle nazionali per la quantificazione del risarcimento ma, nella prassi, non esistono calcoli standardizzati o somme prestabilite, perché ogni singolo caso ha le sue particolarità.
Il soggetto danneggiato dovrà infatti dimostrare in modo oggettivo il danno subito e il tipo di legame affettivo che aveva con la vittima, posto che il giudice valuterà tale danno in ragione delle prove prodotte.
