I primi accertamenti dopo un incidente stradale e il ruolo dell’avvocato

L’apertura di un procedimento penale a seguito di un incidente stradale che ha causato lesioni personali gravi o gravissime o, tragicamente, la morte di una o più persone, impone da subito particolare attenzione

Le fasi immediatamente successive all’incidente sono le più sensibili e determinanti per l’accertamento della colpa.

In un momento così delicato, agire con tempestività è fondamentale per le vittime e per i loro prossimi congiunti. 

Cosa accade subito dopo un incidente stradale?

Quando la polizia giudiziaria (polizia stradale, carabinieri, ecc.) interviene sul luogo di un incidente stradale – dal quale siano derivate lesioni o morte –  ha il compito di svolgere i primi accertamenti.

Le prime attività sono finalizzate a:

  • assicurare che lo stato dei luoghi e delle cose non venga alterato;
  • conservare tracce e cose pertinenti al reato;
  • effettuare rilievi sul luogo dell’incidente, con misurazioni, verbalizzazione e documentazione fotografica e/o video;
  • raccogliere sommarie informazioni dalle persone coinvolte e da quelle che possono avere assistito e sono in grado di riferire circostanze utili per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Negli incidenti una prassi investigativa sempre più comune è la ricerca e il sequestro degli smartphone delle persone coinvolte. Questi dispositivi contengono dati preziosi – localizzazione, comunicazioni, uso di app – che possono aiutare a ricostruire la dinamica dell’incidente e le singole condotte. 

In queste prime fasi è importante affidarsi ad un avvocato.

Molte prove possono alterarsi o scomparire rapidamente a causa di diversi fattori (condizioni meteo, traffico, posizione dei veicoli, ecc.). Affidarsi tempestivamente ad un avvocato con esperienza in reati stradali consente di intervenire attivamente fin da questi primi accertamenti.

L’avvocato, attraverso i propri consulenti tecnici, può partecipare agli accertamenti irripetibili – come l’autopsia o gli esami urgenti sui veicoli o sui dati digitali – così garantendo che nessuna circostanza venga trascurata.

Oltre a partecipare agli accertamenti diretti dal Pubblico Ministero, l’avvocato che assiste le vittime ha un ruolo importante nella ricerca autonoma di fonti di prova attraverso lo strumento delle investigazioni difensive.

Le investigazioni difensive sono uno strumento potenzialmente molto utile per integrare o verificare l’attività investigativa condotta dalla Procura della Repubblica e raccogliere prove nelle indagini a seguito di incidente stradale. Esercitando questa facoltà, l’avvocato può:

  • assumere informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili;
  • richiedere documentazione ad enti pubblici (filmati delle telecamere, piani del traffico, ecc.);
  • accedere ai luoghi dell’incidente per documentarne lo stato o eventuali modifiche, eseguendo rilievi tecnici, fotografici e/o video.

Questa ricerca di prove è essenziale per ricostruire la dinamica dei fatti in modo completo, identificare tutti i responsabili (anche diversi dai conducenti dei mezzi coinvolti, come gli enti gestori della strada) e sostenere l’accusa nei confronti dell’autore, o degli autori del reato stradale.

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